I lavori di traduzione possono interessare i campi più disparati e i loro livelli più profondi. In informatica, spesso si ricorre alla traduzione di testi, manuali, software e molto altro ancora al fine di consetire la massima diffusione di questo genere id prodotti su scala mondiale. Il processo di traduzione mirato alla realizzazione di testi “performati” in base alle esigenze linguistiche e culturali del paese di destinazione finale prende il nome di localizzazione.
I diversi programmi e applicativi che esistono oggi in commercio sono con ogni probabilità la componente software che maggiormente viene investita dalla localizzazione, oltre ovviamente alla prassi sempre più comune di tradurre i siti web (specialmente quelli a carattere commerciale) in più lingue straniere. Si tratta fondamentalmente di un processo di traduzione dell’interfaccia utente da una lingua a un’altra e dell’adattamento della stessa in accordo alla cultura straniera a cui è destinata.
La localizzazione software può anche fare riferimento all’adattamento di un software da una cultura a un’altra. Durante la localizzazione alcuni riferimenti alla storia e ai costumi vengono sostituiti con equivalenti riferimenti locali che non modifichino il senso dell’originale.
Questi processi sono molto complicati e spesso richiedono sforzi particolari da parte dei team di sviluppo, per questo motivo molti di questi progetti vengono affidati ad aziende specializzate per diminuirne i costi.
La scelta di un partner adeguato risulta quindi essere di fondamentale importanza, dal momento che un sito internet o un software costituiscono una finestra sul mondo per un’azienda, e una finestra sull’azienda per il mondo.
Le traduzioni giurate (o asseverazioni) sono traduzioni che vengono rese ufficiali attraverso un giuramento fatto al tribunale, o dal giudice di pace o da un notaio.
La traduzione giurata è necessaria per la presentazione di documenti ufficiali alle autorità nazionali ed estere; si tratta di uno strumento di cui possono avvalersi gli avvocati per le ingiunzioni di pagamento o per le procure. Talvolta può risultare necessaria anche per il privato cittadino in riferimento a determinati atti amministrativi quali la conversione di una patente, il riconoscimento di un titolo di studio, l’acquisto della cittadinanza italiana, l’immatricolazione di un veicolo straniero (legge 4 gennaio 1968).

L’iter da seguire per diventare un traduttore giurato non è complesso. Presso ogni Tribunale esiste l’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (professionisti che affiancano il giudice nello svolgimento delle sue attività); in tale albo sono compresi anche i traduttori e interpreti. La procedura da seguire comprende varie fasi, la prima consiste nell’ iscrizione all’Albo. Una volta ricevuta la comunicazione di ammissione, è necessario pagare una tassa di iscrizione, e si avrà il diritto di inserimento ufficiale nell’Albo (di quella città e di quel Tribunale).
Nel momento in cui arriva la convocazione da parte del tribunale, bisogna distinguere tra traduzione ed interpretariato. Se si tratta di interpretariato in aula occorrerà recarsi in Tribunale, nel giorno, all’ora e nella sala udienze specificata nella convocazione. Se il lavoro consisterà nella traduzione di documenti il testo da tradurre dovrà essere accompagnato dalla lettera d’incarico dove oltre ai dati del perito incaricato sarà specificato il tipo di testo, la coppia linguistica, la data di inizio e quella di termine della traduzione. In caso di necessità è possibile chiedere delle proroghe al giudice incaricato.
Data l’importanza che ricopre l’asseverazione dei documenti ufficiali in ottica internazionale, è necessario seguire con la massima attenzione e cura sia la fase traduttoria che la procedura giuridica. Talvolta infatti i termini giuridici specifici nonchè l’iter da seguire possono variare in relazione al paese di destinazione finale del documento da tradurre, rendendo il processo di asseverazione estremamente complicato per i non addetti ai lavori. Fornire servizi linguistici di traduzione di alta qualità e a livello professionale, non può prescindere dal provvedere anche a questo genere di incarichi.
Vi siete mai chiesti quante sono le lingue che l’Unione Europea riconosce come lingue ufficialmente parlate in Europa? La risposta a tale domanda è 23! Vi sono 23 Lingue Ufficiali all’interno dell’Unione Europea, derivanti dagli idiomi parlati in ciascuno stato membro.
Vi sono più stati membri rispetto alle lingue ufficiali all’interno dell’Unione Europea. Questo perchè alcuni stati membri condividono la stessa lingua nazionale, come ad esempio l’Olandese per quanto riguarda l’Olanda e il Belgio, il Francese per la Francia, il Belgio e il Lussemburgo.
Le 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea sono:
- Bulgaro (BG)
- Ceco (CS)
- Danese (DA)
- Tedesco (DE)
- Greco (EL)
- Inglese (EN)
- Spagnolo (ES)
- Estone (ET)
- Finlandese (FI)
- Francese (FR)
- Irlandese (GA)
- Ungherese (HU)
- Italiano (IT)
- Lituano (LT)
- Lettone (LV)
- Maltese (MT)
- Olandese (NL)
- Polacco (PL)
- Portoghese (PT)
- Rumeno (RO)
- Slovacco (SK)
- Sloveno (SL)
- Svedese (SV)
Altre lingue europee molto diffuse, come ad esempio il Turco e il Russo, attendono l’ ufficializzazione da parte della commissione europea, ma devono ancora essere riconosciute.
La Global Voices fornisce servizi di traduzione e di interpretariato per ciascuna delle 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea e per molte altre. Visitate la nostra pagina delle lingue per ulteriori informazioni.
Quali lingue credete debbano essere riconosciute come “Lingue Ufficiali dell’Unione Europea”?

Qualche mese fa molti giornali quotidiani riportarono una notizia annunciata dal colosso informatico Google, e destinata a far discutere: nel giro di un paio di anni sarà possibile parlare al telefono con un interlocutore straniero senza problemi di comprensione, grazie ad un traduttore quasi istantaneo che Google starebbe mettendo a punto per i telefonini cellulari.
Abbiamo già fatto riferiemento in un articolo precedente, al traduttore automatico simultaneo che il motore di ricerca mette a disposizione dei suoi utenti e che copre attualmente più di cinquanta lingue straniere. Questa tecnologia combinata con un’altra, messa a punto sempre da Google e che prevede un sistema di riconoscimento vocale in grado di consentire a chi telefona di effettuare ricerche sul web semplicemente pronunciando la parola d’interesse anziché digitandola sulla tastiera, darà luogo alla creazione di un software in grado di comprendere e tradurre in maniera quasi simultanea ciò che viene detto da ciascuno degli interlocutori durante una conversazione telefonica. Sostanzialmente – stando a quanto affermato dai progettisti del software – il telefono cellulare sarà in grado di lavorare come un interprete professionista, analizzando “pacchetti” di frasi e ascoltando l’interlocutore fino a comprendere il senso del discorso ed elaborandone la risposta nella lingua desiderata.
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Molti utenti di internet conoscono bene il traduttore automatico in tempo reale messo a disposizione dal motore di ricerca Google, denominato Google Translator. Sebbene il web sia ricco di articoli riguardo la traduzione automatica, che esprimono in maniera piuttosto approfondita quali sono i rischi nell’utilizzo di tali strumenti di traduzione, sembrerebbe un punto di vista piuttosto condiviso quello che vuole le traduzioni automatiche, che in alcun modo eguagliano la precisione e l’affidabilità delle traduzioni eseguite dall’uomo, come in qualche misura utili: dal momento che tali strumenti risultano piuttosto efficaci nella traduzione di singole parole o frasi elementari, essi godono di un utilizzo piuttosto diffuso. (continua…)
Durante i primi anni del ‘900, il linguista statunitense Benjamin Lee Whorf condusse uno studio etnolinguistico sulla popolazione eschimese Inuit, che aveva lo scopo di mettere in evidenza quali siano le relazioni esistenti tra la lingua e la cultura di un determinato gruppo etnico. Dall’interpretazione degli studi di Whorf sembrò derivare che la quantità di parole che gli Inuit utilizzano per delineare il concetto di neve ammonti a svariate decine:
tlapa tlacringit kayi tlapat klin naklin tlamo tlatim tlaslo tlapinti kripya tliyel tliyelin
blotla pactla hiryla tlayinq quinaya slimtla kriplyana puntla allatla fritla rotlana skriniya bluwid tlanid talini priyakli chiup blontla tlalman tlalam tlanip protla attlasotla tlun astrila tlapi krikaya ashtla huantla tlan depptla trinkyi tronkyin shiya katiyana tlinro nyik ragnitlaakitla privtla chahatlin chachat krotla tlayopi truyi tlapripta carpitla tla gristla MacTla jatla dinliltla sulitlana mentlana ertla kriyantli hahatla semtla ontla intla shlim warintla mextla penstla hootlin geltla briktla striktla eroliyat mortla ylaipi nylaipin pritla nootlin mortla ylaipi nylaipin pritla nootlin tlarin motla sotla maxtla tlarin motla sotla maxtla
Per il popolo eschimese la neve ha un significato particolare, quasi mistico. La neve rappresenta l’elemento principale regolatore del ciclo vitale; definire la neve riuscendo a distinguere con una sola parola se la neve é morbida, bagnata, ghiacciata, di una sfumatura di colore piuttosto che di un’altra, se serve per cucinare o per lavarsi, é di fondamentale importanza.
Ulteriori studi e approfondimenti dimostrarono in seguito che fu un’errata comprensione della natura delle lingue polisintetiche a portare all’equivoco sulle parole che gli Inuit utilizzano per delineare il concetto di neve. In realtà, gli Inuit hanno solo un paio di parole-radice per “neve”: ‘qanniq-’ (‘qanik-’ in alcuni dialetti), che si usa perlopiù come il verbo nevicare, e ‘aput’, che significa neve come sostanza. Le parti del discorso, nella lingua inuit, funzionano in maniera molto diversa rispetto all’italiano, pertanto queste definizioni risultano parecchio fuorvianti.
Potremmo tradurre ognuna delle parole qui sopra con la parola neve? Si
Ma quale parola di queste significa neve? Tutte.
Questo ci deve far rendere conto di come la traduzione sia un atto interpretativo ma anche culturale, conoscere una determinata lingua a volte non basta per comprendere la cultura del popolo parlante.
“Un medesimo significato cambia secondo le parole che lo esprimono. I significati ricevono dalle parole la loro dignità, invece di conferirla ad esse. Bisogna cercare degli esempi.” Blaise Pascal
Nella traduzione interlinguistica è di fondamentale importanza considerare gli aspetti interculturali del processo traduttivo. La lingua oltre ad essere un codice regolato da norme grammaticali e sintattiche, è anche, e soprattutto, il mezzo attraverso cui una comunità si esprime.

Malinowski, negli anni ’40, introduce due concetti fondamentali per lo studio della lingua: quello di contesto situazionale e contesto culturale. Le sue teorie sulla lingua derivano da studi che egli ha condotto sugli aspetti culturali della popolazione delle isole Trobriand in Melanesia. Si è reso conto che nel momento in cui i dialoghi degli indigeni dovevano essere tradotti in inglese, perdevano di significato. Tale perdita di significato era dovuta al fatto che la lingua veniva svincolata dall’uso concreto che i parlanti nativi ne facevano. Per rendere comprensibili i dialoghi degli indigeni ad un pubblico inglese era necessario corredare le traduzioni con commenti che rendevano chiaro sia l’ambiente circostante in cui si realizzano gli atti linguistici, cioè il contesto situazionale sia la cultura sottesa alla comunicazione, vale a dire il contesto culturale. Lo stretto legame tra lingua e cultura diviene centrale nel momento in cui si traduce una lingua e con essa l’impianto culturale sottinteso.
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Siamo nell’era di Internet dove tutto accade e tutto è possibile. Il campo di ricerca è illimitato, come sono illimitate le risposte, le fonti, gli approfondimenti ed i link. Come fare per scegliere quelli giusti? Chi ci dice la verita’? Il problema della veridicita’ delle fonti è un problema nato contemporaneamente al World Wide Web e che si sta espandendo sempre di piu. Ormai Internet è il crocevia di false notizie, video modificati e foto ritoccate. Il problema sta interessando anche il campo delle traduzioni. Tantissimi sono infatti ormai i siti che propongono servizi di traduzione online gratis, da qualunque lingua. Ma anche in questo caso dobbiamo chiederci quali traduttori online, se ce ne sono, permettano una traduzione che non sia letterale, ma che riproduca lo stesso significato della lingua originale.
Tradurre un testo non significa solo tradurre le parole, significa tradurre il senso ricreando l’interpretazione data dallo scrittore originale. Anche questo non è sempre facile, bisogna creare un equilibrio tra lingua originale e lingua tradotta. Questo equilibrio di “lettura” puo essere dato da un traduttore online? Oniamente, No. I traduttori in rete possono essere usati come vocabolari se proprio non ne possiamo fare a meno, sempre stando attenti all’attendibilita, ma non come traduttori di frasi, testi, poesie documenti, ecc..
“Guai a quelli che fanno traduzioni letterali, e traducendo ogni parola snervano il significato. È ben questo il caso di dire che la lettera uccide e lo spirito vivifica”
Voltaire, Lettere filosofiche (1734)