Archive for luglio, 2010

Le 23 Lingue Ufficiali dell’Europa

venerdì, luglio 30th, 2010

Vi siete mai chiesti quante sono le lingue che l’Unione Europea riconosce come lingue ufficialmente parlate in Europa? La risposta a tale domanda è 23! Vi sono 23 Lingue Ufficiali all’interno dell’Unione Europea, derivanti dagli idiomi parlati in ciascuno stato membro.
Vi sono più stati membri rispetto alle lingue ufficiali all’interno dell’Unione Europea. Questo perchè alcuni stati membri condividono la stessa lingua nazionale, come ad esempio l’Olandese per quanto riguarda l’Olanda e il Belgio, il Francese per la Francia, il Belgio e il Lussemburgo.
Le 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea sono:

  • Bulgaro (BG)
  • Ceco (CS)
  • Danese (DA)
  • Tedesco (DE)
  • Greco (EL)
  • Inglese (EN)
  • Spagnolo (ES)
  • Estone (ET)
  • Finlandese (FI)
  • Francese (FR)
  • Irlandese (GA)
  • Ungherese (HU)
  • Italiano (IT)
  • Lituano (LT)
  • Lettone (LV)
  • Maltese (MT)
  • Olandese (NL)
  • Polacco (PL)
  • Portoghese (PT)
  • Rumeno (RO)
  • Slovacco (SK)
  • Sloveno (SL)
  • Svedese (SV)

Altre lingue europee molto diffuse, come ad esempio il Turco e il Russo, attendono l’ ufficializzazione da parte della commissione europea, ma devono ancora essere riconosciute.
La Global Voices fornisce servizi di traduzione e di interpretariato per ciascuna delle 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea e per molte altre. Visitate la nostra pagina delle lingue per ulteriori informazioni.
Quali lingue credete debbano essere riconosciute come “Lingue Ufficiali dell’Unione Europea”?

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Un interprete grande quanto un microchip

giovedì, luglio 29th, 2010

Qualche mese fa molti giornali quotidiani riportarono una notizia annunciata dal colosso informatico Google, e destinata a far discutere: nel giro di un paio di anni sarà possibile parlare al telefono con un interlocutore straniero senza problemi di comprensione, grazie ad un traduttore quasi istantaneo che Google starebbe mettendo a punto per i telefonini cellulari.

Abbiamo già fatto riferiemento in un articolo precedente, al traduttore automatico simultaneo che il motore di ricerca mette a disposizione dei suoi utenti e che copre attualmente più di cinquanta lingue straniere. Questa tecnologia combinata con un’altra, messa a punto sempre da Google e che prevede un sistema di riconoscimento vocale in grado di consentire a chi telefona di effettuare ricerche sul web  semplicemente pronunciando la parola d’interesse anziché digitandola sulla tastiera, darà luogo alla creazione di un software in grado di comprendere e tradurre in maniera quasi simultanea ciò che viene detto da ciascuno degli interlocutori durante una conversazione telefonica. Sostanzialmente – stando a quanto affermato dai progettisti del software – il telefono cellulare sarà in grado di lavorare come un interprete professionista, analizzando “pacchetti” di frasi e ascoltando l’interlocutore fino a comprendere il senso del discorso ed elaborandone la risposta nella lingua desiderata.

(continua…)

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YouTube e la sfida di Babele

martedì, luglio 27th, 2010

Molti utenti di internet conoscono bene il traduttore automatico in tempo reale messo a disposizione dal motore di ricerca Google, denominato Google Translator. Sebbene il web sia ricco di articoli riguardo la traduzione automatica, che esprimono in maniera piuttosto approfondita quali sono i rischi nell’utilizzo di tali strumenti di traduzione, sembrerebbe un punto di vista piuttosto condiviso quello che vuole le traduzioni automatiche, che in alcun modo eguagliano la precisione e l’affidabilità delle traduzioni eseguite dall’uomo, come in qualche misura utili: dal momento che tali strumenti risultano piuttosto efficaci nella traduzione di singole parole o frasi elementari, essi godono di un utilizzo piuttosto diffuso. (continua…)

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Il colore della neve…

mercoledì, luglio 21st, 2010

Durante i primi anni del ‘900, il linguista statunitense Benjamin Lee Whorf condusse uno studio etnolinguistico sulla popolazione eschimese Inuit, che aveva lo scopo di mettere in evidenza quali siano le relazioni esistenti tra la lingua e la cultura di un determinato gruppo etnico. Dall’interpretazione degli studi di Whorf sembrò derivare che la quantità di parole che gli Inuit utilizzano per delineare il concetto di neve ammonti a svariate decine:

       
              tlapa     tlacringit     kayi    tlapat   klin    naklin    tlamo    tlatim    tlaslo    tlapinti  kripya   tliyel   tliyelin
                 blotla     pactla     hiryla    tlayinq    quinaya    slimtla    kriplyana      puntla    allatla    fritla   rotlana   skriniya     bluwid     tlanid    talini     priyakli   chiup    blontla    tlalman   tlalam    tlanip  protla   attlasotla    tlun   astrila    tlapi   krikaya    ashtla    huantla    tlan    depptla    trinkyi     tronkyin     shiya    katiyana    tlinro   nyik    ragnitlaakitla    privtla   chahatlin     chachat    krotla   tlayopi    truyi      tlapripta       carpitla    tla    gristla     MacTla    jatla   dinliltla     sulitlana      mentlana     ertla   kriyantli       hahatla   semtla  ontla    intla    shlim      warintla      mextla    penstla       hootlin   geltla    briktla         striktla    eroliyat    mortla    ylaipi     nylaipin     pritla   nootlin     mortla    ylaipi    nylaipin     pritla    nootlin   tlarin    motla    sotla       maxtla      tlarin    motla    sotla       maxtla       

 

Per il popolo eschimese la neve ha un significato particolare, quasi mistico. La neve rappresenta l’elemento principale regolatore del ciclo vitale; definire la neve riuscendo a distinguere con una sola parola se la neve é morbida, bagnata, ghiacciata, di una sfumatura di colore piuttosto che di un’altra, se serve per cucinare o per lavarsi, é di fondamentale importanza. 

Ulteriori studi e approfondimenti dimostrarono in seguito che fu un’errata comprensione della natura delle lingue polisintetiche a portare all’equivoco sulle parole che gli Inuit utilizzano per delineare il concetto di neve. In realtà, gli Inuit hanno solo un paio di parole-radice per “neve”: ‘qanniq-’ (‘qanik-’ in alcuni dialetti), che si usa perlopiù come il verbo nevicare, e ‘aput’, che significa neve come sostanza. Le parti del discorso, nella lingua inuit, funzionano in maniera molto diversa rispetto all’italiano, pertanto queste definizioni risultano parecchio fuorvianti.

Potremmo tradurre  ognuna delle parole qui sopra con la parola neve? Si

Ma quale parola di queste significa neve? Tutte.

Questo ci deve far rendere conto di come la traduzione sia un atto interpretativo ma anche culturale, conoscere una  determinata lingua a volte non basta per comprendere la cultura del popolo parlante.

“Un medesimo significato cambia secondo le parole che lo esprimono. I significati ricevono dalle parole la loro dignità, invece di conferirla ad esse. Bisogna cercare degli esempi.”  Blaise Pascal

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La traduzione interculturale

giovedì, luglio 15th, 2010

 Nella traduzione interlinguistica è di fondamentale importanza considerare gli aspetti interculturali del processo traduttivo. La lingua oltre ad essere un codice regolato da norme grammaticali e sintattiche, è anche, e soprattutto, il mezzo attraverso cui una comunità si esprime.

Malinowski, negli anni ’40, introduce due concetti fondamentali per lo studio della lingua: quello di contesto situazionale e contesto culturale. Le sue teorie sulla lingua derivano da studi che egli ha condotto sugli aspetti culturali della popolazione delle isole Trobriand in Melanesia. Si è reso conto che nel momento in cui i dialoghi degli indigeni dovevano essere tradotti in inglese, perdevano di significato. Tale perdita di significato era dovuta al fatto che la lingua veniva svincolata dall’uso concreto che i parlanti nativi ne facevano. Per rendere comprensibili i dialoghi degli indigeni ad un pubblico inglese era necessario corredare le traduzioni con commenti che rendevano chiaro sia l’ambiente circostante in cui si realizzano gli atti linguistici, cioè il contesto situazionale sia la cultura sottesa alla comunicazione, vale a dire il contesto culturale. Lo stretto legame tra lingua e cultura diviene centrale nel momento in cui si traduce una lingua e con essa l’impianto culturale sottinteso.

(continua…)

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