Molti utenti di internet conoscono bene il traduttore automatico in tempo reale messo a disposizione dal motore di ricerca Google, denominato Google Translator. Sebbene il web sia ricco di articoli riguardo la traduzione automatica, che esprimono in maniera piuttosto approfondita quali sono i rischi nell’utilizzo di tali strumenti di traduzione, sembrerebbe un punto di vista piuttosto condiviso quello che vuole le traduzioni automatiche, che in alcun modo eguagliano la precisione e l’affidabilità delle traduzioni eseguite dall’uomo, come in qualche misura utili: dal momento che tali strumenti risultano piuttosto efficaci nella traduzione di singole parole o frasi elementari, essi godono di un utilizzo piuttosto diffuso. (continua…)
27 luglio 2010
YouTube e la sfida di Babele
21 luglio 2010
Il colore della neve…
Durante i primi anni del ‘900, il linguista statunitense Benjamin Lee Whorf condusse uno studio etnolinguistico sulla popolazione eschimese Inuit, che aveva lo scopo di mettere in evidenza quali siano le relazioni esistenti tra la lingua e la cultura di un determinato gruppo etnico. Dall’interpretazione degli studi di Whorf sembrò derivare che la quantità di parole che gli Inuit utilizzano per delineare il concetto di neve ammonti a svariate decine:
tlapa tlacringit kayi tlapat klin naklin tlamo tlatim tlaslo tlapinti kripya tliyel tliyelin blotla pactla hiryla tlayinq quinaya slimtla kriplyana puntla allatla fritla rotlana skriniya bluwid tlanid talini priyakli chiup blontla tlalman tlalam tlanip protla attlasotla tlun astrila tlapi krikaya ashtla huantla tlan depptla trinkyi tronkyin shiya katiyana tlinro nyik ragnitlaakitla privtla chahatlin chachat krotla tlayopi truyi tlapripta carpitla tla gristla MacTla jatla dinliltla sulitlana mentlana ertla kriyantli hahatla semtla ontla intla shlim warintla mextla penstla hootlin geltla briktla striktla eroliyat mortla ylaipi nylaipin pritla nootlin mortla ylaipi nylaipin pritla nootlin tlarin motla sotla maxtla tlarin motla sotla maxtla
Per il popolo eschimese la neve ha un significato particolare, quasi mistico. La neve rappresenta l’elemento principale regolatore del ciclo vitale; definire la neve riuscendo a distinguere con una sola parola se la neve é morbida, bagnata, ghiacciata, di una sfumatura di colore piuttosto che di un’altra, se serve per cucinare o per lavarsi, é di fondamentale importanza.
Ulteriori studi e approfondimenti dimostrarono in seguito che fu un’errata comprensione della natura delle lingue polisintetiche a portare all’equivoco sulle parole che gli Inuit utilizzano per delineare il concetto di neve. In realtà, gli Inuit hanno solo un paio di parole-radice per “neve”: ‘qanniq-’ (‘qanik-’ in alcuni dialetti), che si usa perlopiù come il verbo nevicare, e ‘aput’, che significa neve come sostanza. Le parti del discorso, nella lingua inuit, funzionano in maniera molto diversa rispetto all’italiano, pertanto queste definizioni risultano parecchio fuorvianti.
Potremmo tradurre ognuna delle parole qui sopra con la parola neve? Si
Ma quale parola di queste significa neve? Tutte.
Questo ci deve far rendere conto di come la traduzione sia un atto interpretativo ma anche culturale, conoscere una determinata lingua a volte non basta per comprendere la cultura del popolo parlante.
“Un medesimo significato cambia secondo le parole che lo esprimono. I significati ricevono dalle parole la loro dignità, invece di conferirla ad esse. Bisogna cercare degli esempi.” Blaise Pascal
15 luglio 2010
La traduzione interculturale
Nella traduzione interlinguistica è di fondamentale importanza considerare gli aspetti interculturali del processo traduttivo. La lingua oltre ad essere un codice regolato da norme grammaticali e sintattiche, è anche, e soprattutto, il mezzo attraverso cui una comunità si esprime.

Malinowski, negli anni ’40, introduce due concetti fondamentali per lo studio della lingua: quello di contesto situazionale e contesto culturale. Le sue teorie sulla lingua derivano da studi che egli ha condotto sugli aspetti culturali della popolazione delle isole Trobriand in Melanesia. Si è reso conto che nel momento in cui i dialoghi degli indigeni dovevano essere tradotti in inglese, perdevano di significato. Tale perdita di significato era dovuta al fatto che la lingua veniva svincolata dall’uso concreto che i parlanti nativi ne facevano. Per rendere comprensibili i dialoghi degli indigeni ad un pubblico inglese era necessario corredare le traduzioni con commenti che rendevano chiaro sia l’ambiente circostante in cui si realizzano gli atti linguistici, cioè il contesto situazionale sia la cultura sottesa alla comunicazione, vale a dire il contesto culturale. Lo stretto legame tra lingua e cultura diviene centrale nel momento in cui si traduce una lingua e con essa l’impianto culturale sottinteso.
23 giugno 2010
Usare o non usare un traduttore online?
Siamo nell’era di Internet dove tutto accade e tutto è possibile. Il campo di ricerca è illimitato, come sono illimitate le risposte, le fonti, gli approfondimenti ed i link. Come fare per scegliere quelli giusti? Chi ci dice la verita’? Il problema della veridicita’ delle fonti è un problema nato contemporaneamente al World Wide Web e che si sta espandendo sempre di piu. Ormai Internet è il crocevia di false notizie, video modificati e foto ritoccate. Il problema sta interessando anche il campo delle traduzioni. Tantissimi sono infatti ormai i siti che propongono servizi di traduzione online gratis, da qualunque lingua. Ma anche in questo caso dobbiamo chiederci quali traduttori online, se ce ne sono, permettano una traduzione che non sia letterale, ma che riproduca lo stesso significato della lingua originale.
Tradurre un testo non significa solo tradurre le parole, significa tradurre il senso ricreando l’interpretazione data dallo scrittore originale. Anche questo non è sempre facile, bisogna creare un equilibrio tra lingua originale e lingua tradotta. Questo equilibrio di “lettura” puo essere dato da un traduttore online? Oniamente, No. I traduttori in rete possono essere usati come vocabolari se proprio non ne possiamo fare a meno, sempre stando attenti all’attendibilita, ma non come traduttori di frasi, testi, poesie documenti, ecc..
“Guai a quelli che fanno traduzioni letterali, e traducendo ogni parola snervano il significato. È ben questo il caso di dire che la lettera uccide e lo spirito vivifica”
Voltaire, Lettere filosofiche (1734)

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