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Traduzione Letterale | Global Voices

Traduzione letterale: quando il traduttore professionista deve applicarla?

Teorie sulla traduzione

Nel mondo della traduzione si sente molto spesso parlare di varie teorie e strategie da applicare quando si mette mano su un testo da trasporre in un’altra lingua straniera.

A proposito di questo infatti, sono essenzialmente due le teorie che fanno da contorno al dibattito che continua ad essere il focus per un traduttore professionale. La prima supporta e promuove una traduzione interlineare, la seconda invece una traduzione che punta più sull’interpretazione, e dunque sul messaggio e sul contesto che si vuole trasmettere.

Cos’è la traduzione letterale

Comunemente conosciuta come “traduzione parola per parola“, la traduzione letterale è una delle metodologie del processo di traduzione costantemente al centro di polemiche e dibattiti. Questo perché alla base di una traduzione interlineare vi è l’obiettivo di produrre un testo che sia perfettamente simile all’originale e che abbia lo stesso significato letterale: dalle parole, alle frasi e persino al senso emozionale di ciò che l’autore originale ha voluto trasmettere.

Un traduttore letterale che applica questo tipo di metodologia deve totalmente astenersi da qualsiasi tipo di modifica nel testo sia a livello di pura semantica che dal punto di vista concettuale e emozionale. Il suo scopo infatti è meramente quello di servire al lettore il senso letterale del testo originale senza che si abbia l’impressione di essere difronte a due testi di natura diversa.

Cos’è la traduzione libera

Esattamente l’opposta è la traduzione libera. In questo caso infatti l’intento del traduttore non è quello di focalizzarsi sulla semantica e la grammatica, ma piuttosto sul contenuto stesso. Alla base di questa strategia vi è infatti l’interpretazione e non più il concetto di significato letterale. Questo perché lo scopo principale è mettersi nei panni dello scrittore originale e far si che il risultato sia appetibile per chi lo legge.

Chi opera in questo modo diventa quindi una sorta di “secondo autore” che nella sua lingua, sta offrendo un testo scorrevole, leggibile, mai forzato ma soprattutto che non sembri una traduzione.

Non a caso infatti alla base di questa teoria di traduzione vi è proprio la volontà di immedesimarsi nell’autore e chiedersi cosa volesse davvero esprimere ai suoi lettori.

Quando e perché applicare la traduzione letterale o libera

Dopo aver appurato quali sono le sostanziali differenze tra traduzione letterale e libera, nasce spontanea la domanda su quando e come applicarle e soprattutto su che basi scegliere l’una o l’altra.

La traduzione parola per parola è generalmente indicata per chi effettua traduzioni tecniche come quelle nel campo legale, scientifico, politico e medico. Per questo tipo di elaborati infatti è necessario tradurre tutto alla lettera in quanto tecnicismi e un lessico altamente professionale e specializzato non può essere semplificato o meglio “interpretato”. Spesso infatti si accusano traduzioni di questo tipo troppo rigide e prive di un lessico naturale e scorrevole.

Ma per questi testi non si rischia di incappare in questo, proprio perché gli stessi sono forbiti di un linguaggio troppo aulico, rigoroso e tecnico e di conseguenza assolutamente non modificabile sia a livello di contenuto che semantico.

Diverso invece per una traduzione che accoglie l’interpretazione quasi da non poterne fare a meno. Questo accade principalmente con testi provenienti dal mondo dell’arte: testi di natura poetica, canzoni, annunci pubblicitari, espressioni tipiche della lingua per cui si richiede la traduzione. Insomma tutto ciò a cui è applicata la traduzione della parola potrebbe risultare alle volte inappropriato e inascoltabile.

L’esempio lampante è la canzone. Non capita raramente di restare esterrefatti nell’ascolto di una canzone tradotta alla lettera paragonata a quella tradotta sulla base di un’interpretazione. Quasi al 99 % dei casi risulta davvero opportuno per traduttori professionisti stravolgere il testo conservando solo ciò che è il messaggio che si vuole trasmettere.

Senza questa metodologia si rischierebbe di riportare frasi prive di senso e semanticamente scorrette o, nel caso della canzone, che non rispettino l’armonia e il suono della melodia. Lo stesso vale per un testo poetico o espressioni tipiche della lingua che sono spesso e volentieri intraducibili alla lettera. Tutto ciò, infatti, è particolarmente rilevante nel caso di traduzione editoriale.

Uno degli esempi che spesso si tende a citare riguarda un’espressione tipica inglese:”It’s raining cats and dogs”. Applicando le due teorie, se tradotta alla lettera nella lingua italiana avrebbe come risultato: “Stanno piovendo cani e gatti”. Un traduttore professionista deve essere cosciente dell’impossibilità di tradurre un testo senza tener conto della cultura e del background sociale e culturale.

In questo caso infatti si tratta di un’espressione tipica che deve essere tradotta in questo modo “Piove a catinelle”.

Sulla base di uno dei tanti esempi quindi, un traduttore prima di agire deve sapere di che testo si tratta, conoscere il contesto e cosa fa da sfondo al testo stesso, e solo dopo questa attenta analisi può passare allo step successivo: scegliere la giusta strategia per un ottimo risultato.

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